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Saggi - saggio (49 pagine) - Un pregiato vocabolario contenente parole che non esistevano... e di cui nessuno sentiva la mancanza...
Che l'umanità sia pronta o meno, ecco arrivare il cav. Alfio Rotunno con la sua opera più discussa e invidiata negli ambienti accademico-linguistici di mezzo mondo: Il vocabolario delle parole che non esistevano (finora), una delirante raccolta di lemmi paradossali, assurdi, insensati e inesorabilmente inutili, per ridere di noi e del mondo di concetti e parole in cui – spesso nostro malgrado – ci troviamo invischiati. Parole che non esistevano, certo, e di cui nessuno sentiva la mancanza... Finora!
Della vita privata del Cav. Alfio Rotunno si sa ben poco. Da sempre schivo e geloso della propria privacy, il Rotunno ha saputo imporsi sulla scena culturale europea grazie all'acutezza di pensiero e all'indefinibile natura delle sue opere. Difficile offrirne una definizione esaustiva: chi lo considera un genio, chi un ciarlatano, chi uno spirito troppo elevato per essere compreso dai pensatori del nostro tempo. Nelle cronache lo si incontra nelle vesti di scienziato, di novelliere, di inventore, di prestigiatore, addirittura di impagliatore di sedie, immaginifico e forbito oltre il lecito, fine conoscitore dell'esperanto arcaico e del patrimonio folkloristico orale in braille, all'insegna di una multimedialità antropologica senza precedenti. Tra i suoi lavori più ambizioni e misconosciuti ricordiamo Mondo Rotunno, ovvero: Il Manuale dei Manuali e la raccolta Racconti che avrebbe voluto scrivere De Amicis (ma poi ha pensato che era meglio di no).