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Una raccolta di lettere scritte dal Kenya da un giovane prete padovano durante gli anni di missione svolti all'interno dell'organizzazione Saint Martin, attiva a Nyahururu, sugli altopiani del Kenya. Saint Martin offre un sostegno a migliaia di persone vulnerabili: bambini svantaggiati; vittime di abusi, violenze e ingiustizie; persone con disabilità; persone affette da Hiv/Aids o dipendenti da alcol e droghe. Saint Martin promuove la solidarietà nelle comunità locali coinvolgendo e formando persone capaci di prendersi cura direttamente e gratuitamente dei più bisognosi. I più di mille volontari attualmente coinvolti fanno esperienza che le fragilità non sono solo debolezza, ma anche una risorsa preziosa per tutti. Nel 2005 Saint Martin ha dato vita a Thalità-Kum, una casa per bambini orfani sieropositivi e qualche anno dopo, nel 2008, ha avviato le comunità dell'Arca dove vivono assieme persone con disabilità mentale e altre che si credono normali e spesso in comunità si scoprono disabili di cuore.
PREFAZIONEdi Sara Melchiori
L'infinito bambino è un viaggio. Un viaggio interiore. Un viaggio tra i volti puri dell'amore e le dinamiche perverse e incomprensibili dell'odio e della violenza.
È il viaggio di un uomo, di un missionario, di un prete. È la vita. Ma è in Kenya, tra l'universo più evidente dei poveri, un mondo da cui in realtà nessuno può dirsi fuori. Che bussa vigoroso alle coscienze. Che rimanda parole di vangelo anche là dove regna il buio.
Protagonisti sono persone disabili di mente e altre – a volte – disabili nel cuore; molti sono bambini e bambine abbandonati, malati o duramente provati nel corpo e nell'anima da varie forme di violenza; altre sono persone apparentemente normali. Questi mondi si incontrano e diventano affiatati compagni di un unico viaggio, illuminato dalla presenza costante di un Dio bambino.
Un Dio-con-noi che si svela potente nell'innocenza dei gesti, nella tenerezza delle relazioni prime, nel bisogno e nelle risposte d'amore. Semplici. Quotidiane. Umane. Bambine. La meta è la fonte della vita. È lì l'infinito bambino. Gabriele Pipinato lo dice chiaramente: «Solo un bambino può contenere l'infinito». È il bambino infinito e l'infinito bambino.
Questo percorso umano, spirituale, comunitario è un crescendo, raccontato attraverso le lettere che, anno dopo anno, fr. (father) Gabriele, missionario in Kenya dal 1994 al 2013, scrive per Natale agli amici in Italia. Ogni lettera è personale, perché uniche – per ciascuno – sono le corde interiori che questi scritti fanno risuonare.
Father Gabriele narra episodi e storie di persone – incontrate prima nelle baraccopoli e poi nelle esperienze del Saint Martin, di Talitha-Kum e nelle comunità dell'Arca – rilegge alcuni fatti vissuti e si fa interrogare dal vangelo.
Di anno in anno le storie ritornano, con nomi e volti diversi.
Molte vite hanno ormai compiuto il loro fragile percorso terreno, altre sono state brutalmente spezzate, altre proseguono a comporre fatti di vangelo.
Sono i "vangeli dall'Africa", che hanno segnato l'esperienza missionaria e umana di father Gabriele, come in una spirale che evolve: una crescita progressiva, che ritornando sulla centralità di un fatto – il Natale quotidiano – aggiunge ogni volta un tassello in più al mosaico, ne allarga il disegno e la comprensione.
In ogni lettera Gabriele Pipinato racconta il suo Kenya; mette a nudo le proprie povertà e svela una conversione, fatta di Parola incarnata e dell'infinita dolcezza di quel Dio che asciuga – sempre e nei modi più inaspettati – le lacrime.
Father Gabriele accompagna alla scoperta delle ricchezze nascoste nelle pieghe della povertà e celebra "l'incontro con il...