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Questo volume ripropone, con minime varianti editoriali, i versi di Parallele all'infinito (2017) e di due raccolte successive, Rimasugli d'amore e Gelosia e altri demoni, tutte precedentemente pubblicate da Bartleby Edizioni. Sono qui raccolte, così, tutte le Poesie per Turandot scritte da Giuliani tra il 2017 e il 2019, versi che raccontano i corsi e i ricorsi di una passione tanto forte quanto irrazionale.
Parallele all'infinito è la cronaca di un "viaggio senza biglietto", il racconto di un'illusione perduta, ritrovata, e poi ancora perduta perché, si sa, l'infinito è sempre "un passo più in là".
Sul filo dell'ironia e della leggerezza, i "cinque pezzi facili" dei Rimasugli d'amore sono un breve intermezzo, un siparietto comico e dolente, tra l'illusione della prima e la rassegnazione della seconda delle due raccolte più lunghe; sono ciò che resta di un amore che non vuol morire, che continua a vivere nonostante tutto, ma che, giorno dopo giorno, diventa sempre più piccolo, destinato inevitabilmente a finire, seppure nel tempo lungo dell'eternità.
Il sapore cattivo della gelosia e quello amaro della rinuncia caratterizzano Gelosia e altri demoni, l'ultimo capitolo della storia.
«Parafrasando una battuta di Ingrid Bergman in un vecchio film di Alfred Hitchcock», scrive lo stesso Giuliani in una nota introduttiva, «si potrebbe dire che queste Poesie per Turandot, come tutte le poesie d'amore, fanno molto ridere.» E con il sarcasmo che gli è solito, conclude: «In realtà la Bergman parlava di canzoni e non di poesie, ma queste non sono nemmeno poesie, a ben vedere».
Parallele all'infinito è la cronaca di un "viaggio senza biglietto", il racconto di un'illusione perduta, ritrovata, e poi ancora perduta perché, si sa, l'infinito è sempre "un passo più in là".
Sul filo dell'ironia e della leggerezza, i "cinque pezzi facili" dei Rimasugli d'amore sono un breve intermezzo, un siparietto comico e dolente, tra l'illusione della prima e la rassegnazione della seconda delle due raccolte più lunghe; sono ciò che resta di un amore che non vuol morire, che continua a vivere nonostante tutto, ma che, giorno dopo giorno, diventa sempre più piccolo, destinato inevitabilmente a finire, seppure nel tempo lungo dell'eternità.
Il sapore cattivo della gelosia e quello amaro della rinuncia caratterizzano Gelosia e altri demoni, l'ultimo capitolo della storia.
«Parafrasando una battuta di Ingrid Bergman in un vecchio film di Alfred Hitchcock», scrive lo stesso Giuliani in una nota introduttiva, «si potrebbe dire che queste Poesie per Turandot, come tutte le poesie d'amore, fanno molto ridere.» E con il sarcasmo che gli è solito, conclude: «In realtà la Bergman parlava di canzoni e non di poesie, ma queste non sono nemmeno poesie, a ben vedere».