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Il tè
Il tè rivendica a pieno titolo il privilegio di essere una delle bevande più antiche e consumate sulla terra, seconda solo all'acqua con cui si prepara e vanta una storia che si fa risalire a 5.000 anni fa, anche se le sue origini sono avvolte nel mistero.
Sotto la dinastia Sung, le foglie sono pestate fino a ridurle in polvere finissima e, con l'aggiunta d'acqua calda, sbattuta con un frustino di bambù fino a farla schiumare. Il tutto accompagnato da un rituale molto preciso che oggi sopravvive solo in Giappone nella Cerimonia del tè (Cha no yu). L'avvento della dinastia Ming, nel XIII secolo, faranno scomparire completamente anche il ricordo di questa tecnica. Frullato o no assistiamo comunque a un crescendo di popolarità del tè, in qualunque parte del mondo si va il tè è sempre presente.
Il tè è sempre stato presentato al consumatore come una bevanda di rito, appartenente ad altri popoli e non come una bevanda gustosa, corroborante, dissetante, ricca di proprietà dall'infinita gamma d'aromi. Il tè in Italia è poco sentita come rito dalla maggior parte della popolazione. Il ritmo della vita moderna e le abitudini fanno sì non esista una concezione del consumo del tè.
Il tè, nei bar, non è sempre offerto nella sua molteplicità d'uso, in altre parole caldo, freddo, aromatizzato con alcol, frutta e menta, togliendo così la possibilità di scegliere la varietà di questa bevanda e di consumarla in momenti diversi. Si osservano raramente quelle poche e semplici regole per fare un buon tè, che comprendono piccoli accorgimenti ma necessari.
Il tè rivendica a pieno titolo il privilegio di essere una delle bevande più antiche e consumate sulla terra, seconda solo all'acqua con cui si prepara e vanta una storia che si fa risalire a 5.000 anni fa, anche se le sue origini sono avvolte nel mistero.
Sotto la dinastia Sung, le foglie sono pestate fino a ridurle in polvere finissima e, con l'aggiunta d'acqua calda, sbattuta con un frustino di bambù fino a farla schiumare. Il tutto accompagnato da un rituale molto preciso che oggi sopravvive solo in Giappone nella Cerimonia del tè (Cha no yu). L'avvento della dinastia Ming, nel XIII secolo, faranno scomparire completamente anche il ricordo di questa tecnica. Frullato o no assistiamo comunque a un crescendo di popolarità del tè, in qualunque parte del mondo si va il tè è sempre presente.
Il tè è sempre stato presentato al consumatore come una bevanda di rito, appartenente ad altri popoli e non come una bevanda gustosa, corroborante, dissetante, ricca di proprietà dall'infinita gamma d'aromi. Il tè in Italia è poco sentita come rito dalla maggior parte della popolazione. Il ritmo della vita moderna e le abitudini fanno sì non esista una concezione del consumo del tè.
Il tè, nei bar, non è sempre offerto nella sua molteplicità d'uso, in altre parole caldo, freddo, aromatizzato con alcol, frutta e menta, togliendo così la possibilità di scegliere la varietà di questa bevanda e di consumarla in momenti diversi. Si osservano raramente quelle poche e semplici regole per fare un buon tè, che comprendono piccoli accorgimenti ma necessari.